domenica 29 gennaio 2017

4 metodi per scongelare la carne

La carne congelata è comoda da cucinare e semplice da conservare.
Evitate però di scongelarla a temperatura ambiente, potrebbe diventare terreno fertile per microrganismi pericolosi.

Qui di seguito ti consigliamo 4 metodi per scongelare la carne:

1. SCONGELA LA CARNE IN FRIGORIFEO

Questo metodo è sicuramente il più semplice e igienicamente sicuro, e richiede solo un minimo sforzo. Inoltre previene il rischio di surriscaldare la carne, o peggio, di cuocerla dove è più sottile. Se non hai la possibilità di lasciarla scongelare per almeno 12-24 ore, è meglio scegliere uno degli altri metodi.
Cosa fare: metti la carne congelata in un piatto ampio o una teglia in modo che possa raccogliere i liquidi che si formeranno durante il processo di scongelamento, per evitare di sporcare il frigorifero. Non rimuovere la pellicola che avvolge la carne. Lasciala in frigorifero per 12-24 ore e lavati le mani sia prima che dopo aver toccato la carne. Dato che questo metodo agisce in modo delicato, non c'è bisogno di cuocere la carne immediatamente. Se lo desideri, puoi metterla di nuovo nel congelatore per usarla in seguito oppure puoi cucinarla nei giorni successivi. Nello specifico:
  • Pollame, pesce e carne macinata possono rimanere in frigorifero per 1-2 giorni dopo essere stati scongelati;
  • I tagli di manzo, maiale, agnello o vitello possono resistere in frigorifero anche per 3-5 giorni.
2.  SCONGELA LA CARNE USANDO ACQUA FREDDA

Questo metodo richiede molto meno tempo rispetto a quello del frigorifero e può essere utilizzato per pezzi di dimensioni piccole. 
Cosa fare: metti la carne in un sacchetto per alimenti capiente e sigillabile, avendo cura di fare uscire preventivamente più aria possibile (la sua funzione è quella di proteggere la carne e non lavare via parte dei sui principi nutritivi). Non rimuovere l'eventuale involucro in plastica che avvolge la carne prima di chiuderla nel sacchetto. Immergi il sacchetto in una bacinella riempita con l'acqua fredda del rubinetto e lasciala a bagno nell'acqua finché non si è scongelata del tutto. Ogni 15 minuti dovrai svuotare la bacinella dall'acqua e sostituirla con altra nuova. Una volta scongelata, cuoci la carne immediatamente. Pur essendo rimasta sommersa nell'acqua fredda, è stata comunque esposta a una temperatura superiore a quella consigliata per una conservazione ottimale dei cibi. Se desideri rimetterla nel congelatore, devi prima cuocerla.

3.  SCONGELA LA CARNE NEL MICROONDE

Usa il forno a microonde se hai poco tempo a disposizione. Questo metodo, che agisce in modo molto rapido, funziona meglio con la carne a fette o con i tagli più piccoli. In questo caso il tempo necessario per lo scongelamento è di pochi minuti. Bisogna fare comunque molta attenzione, perché la carne potrebbe cuocersi parzialmente o indurirsi, influenzando negativamente la qualità del piatto finale.
Cosa fare: togli la carne dalla sua confezione e mettila su un piatto. Le parti più sottili andranno posizionate vicino al centro del piatto per salvaguardarle da una cottura indesiderata. I piatti adatti a essere usati nel microonde includono quelli in ceramica e in vetro (a patto che siano privi di decorazioni metalliche). Il polistirolo delle vaschette di carne non può essere usato nel microonde. Metti nel microonde il piatto con la carne, quindi attiva la funzione "defrost" del forno per scongelarla (prima di iniziare, è meglio leggere con attenzione la sezione del manuale di istruzioni dedicata alla funzione "defrost"). Nel corso dello scongelamento controlla la carne frequentemente per non rischiare che si surriscaldi. Apri il forno ogni 60 secondi circa per testare la temperatura della carne toccandola delicatamente sui lati e per ruotarla e riposizionarla con frequenza durante lo scongelamento. Se è calda, lasciala raffreddare per circa un minuto prima di riattivare il forno. Separa il più possibile le porzioni o le parti del prodotto per consentire un'azione più rapida ed omogenea delle microonde. Inoltre rimuovi via via le parti già scongelate in modo da evitare un aumento eccessivo della temperatura. Quando è del tutto scongelata, rimuovila dal microonde. Lavati le mani sia prima sia dopo aver toccato la carne cruda, per prevenire una contaminazione batterica del cibo.
La carne scongelata usando il microonde deve essere cotta immediatamente (può raggiungere e superare in più punti la temperatura critica di +4°C consentendo quindi la moltiplicazione dei batteri presenti). Se desideri rimetterla nel congelatore, devi prima cuocerla.

4.  SCONGELA LA CARNE CUOCENDOLA DIRETTAMENTE

Scongelare cuocendo può essere un buon sistema. Lo è sicuramente per i surgelati già parzialmente cotti, come pizze, lasagne, torte salate, che andranno poste nel forno tradizionale. Vanno bene anche la pentola a pressione, sempre facendo molta attenzione ai tempi, e poi la padella per bistecche, fettine, hamburger, ortaggi e pesce a tranci. Nel caso di alimenti a base di carne e pesce crudo fate però particolare attenzione, prima di consumarli, che la cottura sia completa.


lunedì 19 dicembre 2016

Ma che differenza c'è tra "SALSICCIA" e "SALSICCIA FRESCA"?


In questi giorni una nota trasmissione televisiva ha riportato all'attenzione del grande pubblico la questione "salsiccia" contro "salsiccia fresca".

Ma che differenza c'è tra questi due prodotti?
L'equivoco di fondo nasce dal fatto che spesso il consumatore pensa che il termine "salsiccia fresca" stia ad indicare una salsiccia prodotta da pochissimo tempo.
In realtà la definizione di “salsiccia fresca”, contrapposta al termine "salsiccia", dal punto di vista della legge, è diversa perchè fa riferimento alle caratteristiche tecnologiche del prodotto.

Cerchiamo di fare chiarezza.
La prima cosa che dovreste controllare per capire a quale delle due categorie appartiene il prodotto che volete acquistare è LEGGERE L'ETICHETTA oppure il CARTELLO/QUADERNO UNICO con gli ingredienti.

Se la dicitura è "SALSICCIA FRESCA":
  • Si intende una salsiccia a cui NON sono stati aggiunti nè coloranti nè conservanti. Gli unici additivi ammessi sono gli antiossidanti.
  • Questo tipo di prodotto non ha ricevuto alcun tipo di trattamento ed ha una conservabilità breve: dai 3-4 giorni fino a 15 giorni se conservata in atmosfera modificata (confezione ermetica nella quale si sostituisce l'ossigeno con dei gas come azoto e anidride carbonica). 
  • Dopo l'apertura o quando acquistata sfusa, va consumata entro 48-72 ore. 
  • In genere, se prodotta con ingredienti di qualità, ha un costo maggiore a causa dei maggioni sprechi (se non venduta in tempi brevi non è più commerciabile a causa della perdita delle caratterisiche di freschezza). 
  • Alla cottura la salsiccia "fresca" tende ad assumere un colore grigio, legato all'assenza di conservanti e coloranti, e talvolta crea sconcerto nel consumatore.
  • La "salsiccia fresca" è presente quasi esclusivamente in Italia ed in particolare in alcune Regioni dove vi è la tradizione di consumarla cruda (es. la Salsiccia di Bra in Piemonte).

Se la dicitura è "SALSICCIA":
  • Si intende una salsiccia a cui possono essere stati stati aggiunti coloranti, conservanti e/o antiossidanti. 
  • Si tratta di un prodotto che ha subìto un trattamento (come l'asciugatura, la stagionatura, ecc.) tale da prolungarne la sua conservabilità: può durare anche fino a 30 giorni nelle confezioni in atmosfera modificata. 
  • A parità di qualità può avere costi inferiori. 
  • E' di fatto lo stesso prodotto destinabile alla stagionatura (è per questo che vengono aggiunti i conservanti) che viene venduto nei primi giorni dopo la produzione. 
  • Alla cottura mantiene un bel colore rosa intenso.

giovedì 15 dicembre 2016

Gatti e gravidanza: miti da sfatare


Bisogna dare via il gatto in previsione di una gravidanza?
ASSOLUTAMENTE NO!

Il gatto può contrarre l’infezione cibandosi di topi, di carne cruda proveniente da animali infetti o ingerendo oocisti eliminate con le feci da altri gatti. Il gatto a seguito dell’infezione diventa eliminatore di oocisti mediamente per 2 settimane e una sola volta nella sua vita. Evitare il gatto è una misura assolutamente non necessaria se si adottano le seguenti precauzioni:
  • Fare in modo che sia qualcun'altro a pulire la cassetta del gatto (se proprio lo si deve fare di persona indossare dei guanti e poi lavarsi molto bene le mani a operazione terminata);
  • Asportare la sabbia dalla cassetta giornalmente;
  • Alimentare il gatto con mangimi commerciali;
  • Tenere il gatto in casa ed evitare che si cibi di topi o uccelli;
  • Evitare i gatti randagi, soprattutto cuccioli;
  • Non prendere un gatto nuovo proprio mentre si è in gravidanza.

SEI A RISCHIO DI TOXOPLASMOSI?
Il Toxo test è negativo.

Adotta queste precauzioni:
  • Indossa i guanti durante il giardinaggio;
  • Lavati bene le mani dopo ogni contatto con terra, carne cruda o verdure non lavate;
  • Non toccare la mucosa di occhi e bocca mentre cucini;
  • Evita di bere acqua di incerta provenienza;
  • Segui le indicazioni della tabella degli alimenti presente in questo OPUSCOLO.

ATTENZIONE: le informazioni della presente pubblicazione sono ottenute dalla valutazione della letteratura scientifica e dalla consultazione di esperti e non sono da ritenersi esaustive. Si consiglia, per avere indicazioni approfondite sull'alimentazione durante il periodo di gestazione, di consultare il medico di famiglia o lo Specialista di fiducia.

domenica 20 novembre 2016

Alimentazione in gravidanza: cosa non dovresti mangiare


Aspetti un bimbo? Congratulazioni!
Ricordati però che ci sono degli alimenti e bevande che sarebbe opportuno non consumare nei 9 mesi di gravidanza in quanto potrebbero essere portatori di batteri e/o altre sostanze dannose.

Vediamo quali sono:

Carne cruda o poco cotta: la carne deve essere sempre cotta fino al cuore e poi va consumata calda. Altrimenti potrebbe essere portatrice del protozoo responsabile della toxoplasmosi, ma anche di batteri come la Salmonella ed E.coli. Solamente le donne positive al Toxo-test possono consumare carne cruda a fette (carpaccio), ma immediatamente dopo la preparazione. 

Prodotti di salumeria: evitare di consumare carni salate e insaccati stagionati per meno di 30 giorni (es. salsicce, salami freschi o poco stagionati di piccole dimensioni, come i cacciatorini) oppure salumi artigianali. Le carni salate cotte (es. prosciutto cotto, mortadella, porchetta) possono essere consumate, ma devono essere conservate in frigorifero ben protette e per pochi giorni.

Uova crude: come per la carne e per il pesce è preferibile non mangiare le uova se non sono state ben cotte (evitare uovo alla coque e all'occhio di bue) e di conseguenza non mangiare preparazioni che le prevedano come ingredienti (es. salse, creme, zabaione, maionese o tiramisù fatti in casa). Lavatevi le mani dopo averer toccato il guscio!


Pesce crudo o poco cotto: evitare di consumare pesce crudo (es. sushi, sashimi, cevice) o molluschi, ostriche e crostacei crudi. Moderare il consumo (massimo una porzione settimanale) di pesce spada, squalo e tonno in quanto contengono elevate dosi di mercurio. Il pesce affumicato deve essere consumato subito dopo l’apertura.




Pesci di grandi dimensioni: evitare di consumare pesce spada, smeriglio, palombo e verdesca per accumulo di possibili inquinanti (metilmercurio). Non superare per il tonno 1 porzione settimanale o 2 scatolette medie.


Formaggi a pasta molle/semimolle con crosta e muffe: evitare il consumo di formaggi come il gorgonzola o il brie. Preferire i formaggi a latte pastorizzato, i formaggi stagionati, i formaggi spalmabili (es. stracchino e crescenza), purchè non conservati a lungo dopo l'apertura.


Frutta e verdure crude: la frutta e la verdura cruda possono e devono essere assunte con regolarità per i molteplici benefici che apportano all’organismo, l’unica accortezza è assicurarsi di lavarle bene (si può utilizzare il bicarbonato o gli appositi disinfettanti presenti in commercio) o sbucciarle.Via libera invece a tutti i tipi di frutta e di verdure cotte.




Piatti freddi già pronti al bar o in gastronomia: evitare di consumare piatti freddi preparati in precedenza e conservati in frigo per più di 2 giorni (potrebbero contenere Listeria monocytogenes).





Alcolici: il consumo di alcol va contenuto durante la gravidanza e soprattutto durante il primo ed il secondo mese di gestazione in cui avviene la formazione dei diversi organi. È invece permesso il consumo di un bicchiere di vino ai pasti.


Caffè, tè, bevande a base di caffeina: la caffeina è un componente naturale di diversi cibi e bevande (es. caffè, tè, cioccolata). Essa può essere assunta durante la gravidanza, ma in quantità limitate. Si consiglia di non superare giornalmente 3 tazze di caffè oppure, in alternativa, 6 tazze di tè. Inoltre, bevande come la Coca-Cola, la Pepsi o le cosiddette “bevande energetiche” contengono caffeina o sostanze caffeinosimili e vanno pertanto consumate con moderazione anche a fronte di un alto potere calorico. Gli alti livelli di caffeina infatti possono portare ad aborto o riduzione del peso del nascituro.


Leggi l'OPUSCOLO ALIMENTAZIONE SICURA IN GRAVIDANZA


ATTENZIONE: le informazioni della presente pubblicazione sono ottenute dalla valutazione della letteratura scientifica e dalla consultazione di esperti e non sono da ritenersi esaustive. Si consiglia, per avere indicazioni approfondite sull'alimentazione durante il periodo di gestazione, di consultare il medico di famiglia o lo Specialista di fiducia.