martedì 13 luglio 2021

Suggerimenti e consigli per prevenire il botulismo alimentare

Che cos'è il botulismo?
Il botulismo è un'intossicazione alimentare ad elevata mortalità causata dall'ingestione di alimenti contaminati dal Botulino (Clostridium botulinum), un batterio che produce una neurotossina estremamente potente.

Dove si trova e come si sviluppa il Botulino?

Il Botulino vive e si moltiplica in assenza d'ossigeno; per questo alcune conserve alimentari sotto vuoto sono particolarmente a rischio.
Le spore del Botulino sono molto diffuse nell'ambiente (soprattutto suolo, terriccio e acqua) e sono in grado di resistere all'aria, al calore e agli agenti chimici. Le spore sono innocue, ma in presenza di condizioni favorevoli (assenza di ossigeno) possono germinare sviluppando dosi letali di neurotossina (1 solo grammo può uccidere 100 milioni di persone). 
Alcune modalità di conservazione degli alimenti possono determinare queste condizioni favorevoli.

Alimenti ad alto rischio
Sono più a rischio gli alimenti conservati ricchi di acqua e a bassa acidità come: 
  • conserve vegetali sott'olio (es. peperoni, fagiolini, fagioli, piselli, asparagi, melanzane, zucchine) 
  • salse non acide ricche d'olio (es. pesto) 
  • conserve animali (es. tonno e carni in scatola)
  • insaccati e carni affumicate (es. prosciutto crudo)
Alimenti a basso rischio
Sono le conserve da vegetali naturalmente acidi o acidificate, oppure preparate sottraendo acqua (aggiunta di zucchero o sale, essiccazione) ad esempio: 
  • salsa di pomodoro 
  • marmellate e confetture 
  • capperi, acciughe od olive sotto sale o in salamoia 
  • pomodori secchi


Particolare attenzione va prestata all'impiego di spezie e piante aromatiche inserite a crudo nelle conserve (anch'esse devono essere trattate in aceto) e a salse non acide e ricche d'olio (come il pesto), che è buona regola confezionare in piccole porzioni monodose e conservarle in frigorifero (massimo per 3 giorni) o in freezer (più a lungo).


Come preparare una conserva sicura
Leggi l'opuscolo

Precauzioni prima del consumo
La tossina può persistere molto a lungo negli alimenti, specialmente se poco acidi (pH maggiore di 6,8). A differenza delle spore, però, è termolabile: viene distrutta rapidamente dalle normali temperature di cottura dei cibi. In caso di dubbio, se il tipo di conserva lo consente, è una garanzia ripastorizzare il vasetto chiuso o farne bollire il contenuto prima di consumarlo.

Sintomi
Gravi sintomi neurologici compaiono dopo 12-36 ore dall'ingestione dell'alimento contaminato: difficoltà a vedere, visione doppia, difficoltà a deglutire, secchezza delle mucose della bocca e del naso, difficoltà a parlare, paralisi flaccida con debolezza muscolare che scende dagli arti superiori agli arti inferiori. Sono normalmente assenti febbre e diarrea. La morte insorge per soffocamento (paralisi respiratoria) o per arresto cardiaco.



Fonte: ASL n. 2 savonese 

venerdì 29 gennaio 2021

E' VERO CHE GLI ALIMENTI CON LA MUFFA FANNO VENIRE IL CANCRO?


No, non tutte le muffe sono cancerogene.
Però esistono alcuni tipi di funghi della famiglia degli Aspergilli che possono attaccare i cibi e produrre delle tossine chiamate aflatossine.
Di tutte queste tossine, l'aflatossina B1 è la più diffusa nei prodotti alimentari ed è una delle più pericolose perchè ha proprietà cancerogene e tossiche certe per il fegato.

Quali sono gli alimenti più a rischio?
Le arachidi, la frutta a guscio, il mais, il riso, i fichi e altra frutta secca, le spezie, gli oli vegetali grezzi e semi di cacao; ma anche prodotti di origine animale come il latte, nel caso in cui provenga da bovine che hanno consumato dei mangimi contaminati. 

Ci persone persone più a rischio?
In Italia non ci sono rischi immediati per la salute delle persone, ma si consiglia che bambini, adolescenti, persone con problemi al fegato e celiaci (che di solito consumano molti prodotti a base di mais) facciano particolarmente attenzione a quello che mangiano. 

Cosa posso fare per prevenire il rischio?
La sola presenza di muffa su un alimento non è indicativa della presenza di aflatossine.
Sicuramente è buona norma non consumare prodotti a base di mais o frutta secca ammuffiti, rispettare le date di scadenza e le modalità di conservazione di frutta secca, noci e spezie.
E, come sempre, occorre cercare di seguire una dieta varia.

Per avere più informazioni consulta il sito del CeIRSA