martedì 3 ottobre 2017

ATTENTO A QUELLO CHE RACCOGLI!

Non tutte le piante, i funghi e le alghe hanno effetti benefici per la salute.
Fai molta attenzione alle piante che raccogli in natura: è molto facile confondere una specie di pianta tossica con una commestibile!

domenica 12 marzo 2017

Come riconoscere se le vongole sono fresche


Forse non tutti sanno che le vongole (come anche gli altri molluschi bivalvi) devono essere comprate vive e vitali.

All'atto dell'acquisto osservate le valve: possono essere serrate oppure leggermente socchiuse, ma toccandole dovrebbero ritrarsi immediatamente. In caso contrario, saranno molto probabilmente morte e quindi non più fresche.

Durante la preparazione in cucina:
  • le vongole devono opporre grande resistenza al taglio dei muscoli (fasci che tendono a tenere chiuse le due conchiglie) con un coltello;
  • il corpo deve essere ben aderente alle conchiglie, con colori vividi e lucenti e si deve contrarre appena aperto;
  • il liquido interno deve essere limpido con odore tipico della specie.
Un metodo infallibile per saggiarne la freschezza? Immergetele in acqua e sale. Se sono veramente fresche le valve si schiuderanno, se invece tardano ad aprirsi è meglio aggiungere un po' di acqua dolce (probabilmente la concentrazione salina è eccessiva). In ogni caso, si devono aprire in modo da spurgare la sabbia rimasta all'interno.

Ultimo indizio: durante la cottura, se sono vive, dovrebbero aprirsi velocemente.

domenica 29 gennaio 2017

4 metodi per scongelare la carne

La carne congelata è comoda da cucinare e semplice da conservare.
Evitate però di scongelarla a temperatura ambiente, potrebbe diventare terreno fertile per microrganismi pericolosi.

Qui di seguito ti consigliamo 4 metodi per scongelare la carne:

1. SCONGELA LA CARNE IN FRIGORIFEO

Questo metodo è sicuramente il più semplice e igienicamente sicuro, e richiede solo un minimo sforzo. Inoltre previene il rischio di surriscaldare la carne, o peggio, di cuocerla dove è più sottile. Se non hai la possibilità di lasciarla scongelare per almeno 12-24 ore, è meglio scegliere uno degli altri metodi.
Cosa fare: metti la carne congelata in un piatto ampio o una teglia in modo che possa raccogliere i liquidi che si formeranno durante il processo di scongelamento, per evitare di sporcare il frigorifero. Non rimuovere la pellicola che avvolge la carne. Lasciala in frigorifero per 12-24 ore e lavati le mani sia prima che dopo aver toccato la carne. Dato che questo metodo agisce in modo delicato, non c'è bisogno di cuocere la carne immediatamente. Se lo desideri, puoi metterla di nuovo nel congelatore per usarla in seguito oppure puoi cucinarla nei giorni successivi. Nello specifico:
  • Pollame, pesce e carne macinata possono rimanere in frigorifero per 1-2 giorni dopo essere stati scongelati;
  • I tagli di manzo, maiale, agnello o vitello possono resistere in frigorifero anche per 3-5 giorni.
2.  SCONGELA LA CARNE USANDO ACQUA FREDDA

Questo metodo richiede molto meno tempo rispetto a quello del frigorifero e può essere utilizzato per pezzi di dimensioni piccole. 
Cosa fare: metti la carne in un sacchetto per alimenti capiente e sigillabile, avendo cura di fare uscire preventivamente più aria possibile (la sua funzione è quella di proteggere la carne e non lavare via parte dei sui principi nutritivi). Non rimuovere l'eventuale involucro in plastica che avvolge la carne prima di chiuderla nel sacchetto. Immergi il sacchetto in una bacinella riempita con l'acqua fredda del rubinetto e lasciala a bagno nell'acqua finché non si è scongelata del tutto. Ogni 15 minuti dovrai svuotare la bacinella dall'acqua e sostituirla con altra nuova. Una volta scongelata, cuoci la carne immediatamente. Pur essendo rimasta sommersa nell'acqua fredda, è stata comunque esposta a una temperatura superiore a quella consigliata per una conservazione ottimale dei cibi. Se desideri rimetterla nel congelatore, devi prima cuocerla.

3.  SCONGELA LA CARNE NEL MICROONDE

Usa il forno a microonde se hai poco tempo a disposizione. Questo metodo, che agisce in modo molto rapido, funziona meglio con la carne a fette o con i tagli più piccoli. In questo caso il tempo necessario per lo scongelamento è di pochi minuti. Bisogna fare comunque molta attenzione, perché la carne potrebbe cuocersi parzialmente o indurirsi, influenzando negativamente la qualità del piatto finale.
Cosa fare: togli la carne dalla sua confezione e mettila su un piatto. Le parti più sottili andranno posizionate vicino al centro del piatto per salvaguardarle da una cottura indesiderata. I piatti adatti a essere usati nel microonde includono quelli in ceramica e in vetro (a patto che siano privi di decorazioni metalliche). Il polistirolo delle vaschette di carne non può essere usato nel microonde. Metti nel microonde il piatto con la carne, quindi attiva la funzione "defrost" del forno per scongelarla (prima di iniziare, è meglio leggere con attenzione la sezione del manuale di istruzioni dedicata alla funzione "defrost"). Nel corso dello scongelamento controlla la carne frequentemente per non rischiare che si surriscaldi. Apri il forno ogni 60 secondi circa per testare la temperatura della carne toccandola delicatamente sui lati e per ruotarla e riposizionarla con frequenza durante lo scongelamento. Se è calda, lasciala raffreddare per circa un minuto prima di riattivare il forno. Separa il più possibile le porzioni o le parti del prodotto per consentire un'azione più rapida ed omogenea delle microonde. Inoltre rimuovi via via le parti già scongelate in modo da evitare un aumento eccessivo della temperatura. Quando è del tutto scongelata, rimuovila dal microonde. Lavati le mani sia prima sia dopo aver toccato la carne cruda, per prevenire una contaminazione batterica del cibo.
La carne scongelata usando il microonde deve essere cotta immediatamente (può raggiungere e superare in più punti la temperatura critica di +4°C consentendo quindi la moltiplicazione dei batteri presenti). Se desideri rimetterla nel congelatore, devi prima cuocerla.

4.  SCONGELA LA CARNE CUOCENDOLA DIRETTAMENTE

Scongelare cuocendo può essere un buon sistema. Lo è sicuramente per i surgelati già parzialmente cotti, come pizze, lasagne, torte salate, che andranno poste nel forno tradizionale. Vanno bene anche la pentola a pressione, sempre facendo molta attenzione ai tempi, e poi la padella per bistecche, fettine, hamburger, ortaggi e pesce a tranci. Nel caso di alimenti a base di carne e pesce crudo fate però particolare attenzione, prima di consumarli, che la cottura sia completa.


lunedì 19 dicembre 2016

Ma che differenza c'è tra "SALSICCIA" e "SALSICCIA FRESCA"?


In questi giorni una nota trasmissione televisiva ha riportato all'attenzione del grande pubblico la questione "salsiccia" contro "salsiccia fresca".

Ma che differenza c'è tra questi due prodotti?
L'equivoco di fondo nasce dal fatto che spesso il consumatore pensa che il termine "salsiccia fresca" stia ad indicare una salsiccia prodotta da pochissimo tempo.
In realtà la definizione di “salsiccia fresca”, contrapposta al termine "salsiccia", dal punto di vista della legge, è diversa perchè fa riferimento alle caratteristiche tecnologiche del prodotto.

Cerchiamo di fare chiarezza.
La prima cosa che dovreste controllare per capire a quale delle due categorie appartiene il prodotto che volete acquistare è LEGGERE L'ETICHETTA oppure il CARTELLO/QUADERNO UNICO con gli ingredienti.

Se la dicitura è "SALSICCIA FRESCA":
  • Si intende una salsiccia a cui NON sono stati aggiunti nè coloranti nè conservanti. Gli unici additivi ammessi sono gli antiossidanti.
  • Questo tipo di prodotto non ha ricevuto alcun tipo di trattamento ed ha una conservabilità breve: dai 3-4 giorni fino a 15 giorni se conservata in atmosfera modificata (confezione ermetica nella quale si sostituisce l'ossigeno con dei gas come azoto e anidride carbonica). 
  • Dopo l'apertura o quando acquistata sfusa, va consumata entro 48-72 ore. 
  • In genere, se prodotta con ingredienti di qualità, ha un costo maggiore a causa dei maggioni sprechi (se non venduta in tempi brevi non è più commerciabile a causa della perdita delle caratterisiche di freschezza). 
  • Alla cottura la salsiccia "fresca" tende ad assumere un colore grigio, legato all'assenza di conservanti e coloranti, e talvolta crea sconcerto nel consumatore.
  • La "salsiccia fresca" è presente quasi esclusivamente in Italia ed in particolare in alcune Regioni dove vi è la tradizione di consumarla cruda (es. la Salsiccia di Bra in Piemonte).

Se la dicitura è "SALSICCIA":
  • Si intende una salsiccia a cui possono essere stati stati aggiunti coloranti, conservanti e/o antiossidanti
  • Si tratta di un prodotto che ha subìto un trattamento (come l'asciugatura, la stagionatura, ecc.) tale da prolungarne la sua conservabilità: può durare anche fino a 30 giorni nelle confezioni in atmosfera modificata. 
  • A parità di qualità può avere costi inferiori. 
  • E' di fatto lo stesso prodotto destinabile alla stagionatura (è per questo che vengono aggiunti i conservanti) che viene venduto nei primi giorni dopo la produzione. 
  • Alla cottura mantiene un bel colore rosa intenso.